Un impianto tradizionale chiede dieci gesti. Uno scenario ne chiede uno. Scorri per vivere un giorno in una casa al lago.





Tutto spento. Schermature chiuse. La casa si congeda.
Un impianto tradizionale chiede al cliente di gestire sei interruttori, due telecomandi, tre app. Uno scenario chiede un gesto, un tocco. Cambia come si vive la casa. Cambia come si vede la casa.
Scenari richiamabili da pulsante, voce o smartphone. Il cliente non sceglie cosa accendere. Sceglie come vivere il momento.
Temperatura colore e intensità variabili in continuo. La parete che hai scelto resta protagonista a ogni ora.
Una sola logica governa tutta la casa. Niente telecomandi sparsi, niente app sovrapposte.
Audio in ogni stanza, clima per zona, schermature motorizzate. La casa risponde in modo coerente da soggiorno a camera.
Niente file di interruttori, niente prese in vista. Le superfici che hai scelto restano superfici. Il dettaglio architettonico vince sempre.
Apparecchi a filo soffitto, schermature nascoste nel cassonetto, diffusori integrati nei controsoffitti. La tecnologia scompare nei tuoi dettagli.
Il piano luce funziona come l'hai disegnato all'alba, alle 18, a mezzanotte. Le sorgenti luminose dialogano, non si sommano per caso.
Cambiare uso, cambiare ritmo, cambiare scenario. L'aggiornamento avviene nel sistema, non nelle pareti.
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